Traduzioni menzognere in tempi di guerra

Non sempre gli errori di traduzione sono casuali o involontari. Spesso rispondono a obiettivi precisi. Come dimostra la storia delle traduzioni della Bibbia. Nel corso dei secoli, amanuensi, copiatori, traduttori hanno, non di rado, piegato il significato di un termine o di un’espressione alla propria causa teologica in modo che le Scritture dicessero quello che essi volevano che dicessero.
Un meccanismo simile è all’opera in tempo di guerra, quando qualsiasi “arma” è buona per sconfiggere il nemico. Anche un errore di traduzione. Ce lo dice un bellissimo libro di Arthur Ponsonby, Falsehood in War-Time (1928) che spiegò al mondo i trucchi adoperati dalla propaganda nel corso della Prima guerra mondiale.
Uno di questi riguarda la “forzata” interpretazione in chiave anti-tedesca del verso “Deutschland Über Alles” contenuto in una canzone patriottica molto nota in Germania, Das Lied der Deutschen (Il canto dei tedeschi), poi confluita nell’attuale inno nazionale. La canzone vuole dire che la Germania, per ogni tedesco, deve venire prima di ogni cosa al mondo ed è un richiamo all’unità della nazione, pronunciato in un’epoca, la metà dell’Ottocento, in cui la Germania era divisa in più stati (come l’Italia). Ma la propaganda inglese lesse il verso incriminato come un’incitazione, rivolta al popolo tedesco, a dominare il mondo intero. In altre parole, una vera e propria dichiarazione di volontà imperialistica.
Ma lasciamo la parola a Ponsonby:
 
Nel corso della guerra si fece un gran parlare dei versi iniziali di un canto patriottico tedesco.
 
“Deutschland über Alles auf der ganzen Welt”
(“La Germania al di sopra di tutto nel mondo intero”)
 
Evidentemente molte persone avevano una conoscenza del tedesco tale da consentire loro di comprendere il significato della frase, ma nessuno protestò per la sua cattiva traduzione, che divenne comune per descrivere le aggressive ambizioni imperialistiche della Germania. I più infatti la interpretarono nel modo seguente: “Che la Germania governi ovunque nel mondo intero”, come se la frase auspicasse il dominio tedesco del mondo.
Mr. Lloyd George adoperò questa frase il 20 settembre 1914 alla Queen’s Hall:
 
I trattati non ci sono più, l’onore delle nazioni non c’è più, la libertà non c’è più. Che cosa è rimasto? È rimasta la Germania, la Germania.
Deutschland über Alles.
 
Il Punch la riportò in prima pagina in diverse vignette:
 
Il Kaiser che suona il flauto dopo aver messo da parte un grosso tamburo rotto con su scritto “Deutschland über Alles”.
Il Kaiser che tenta di gonfiare un palloncino bucato con su scritto “Deutschland über Alles”.
Il Kaiser nelle vesti del Gran Sacerdote di Moloch. Su Moloch è scritto “Deutschland über Alles”.
 
Apparve frequentemente in numerosissimi articoli di stampa. Quando un importante membro del parlamento impiegò l’espressione in una lettera indirizzata al Times, qualcuno gli fece notare la traduzione scorretta da lui adoperata. Egli ammise l’errore, ma ritenne che il significato comunemente attribuitole giustificasse l’uso che ne aveva fatto.
La traduzione errata si diffuse nella nazione e nell’impero, e il Ministero dell’Istruzione dell’Ontario giunse al punto da ordinare che il canto fosse rimosso dai libri di tedesco in uso nelle scuole di tutta la provincia (The Times, 19 marzo 1915).
Addirittura, nel novembre 1921, dopo la guerra, un autorevole cronista di un importante quotidiano affermò che non ci sarebbe stata pace in Europa fino a quando i tedeschi non avessero abbandonato il loro inno nazionale: “Deutschland über Alles auf der ganzen Welt”.
 
Gli storici riferiscono che, più tardi, nel corso della Seconda guerra mondiale, i nazisti privilegiarono un’interpretazione “megalomane” del verso in questione, più in linea con i timori della propaganda precedente. Sembra, però, che questa fosse assente solo qualche anno prima e che – come dice Ponsonby – la versione imperialista fosse una pura “menzogna” della propaganda. Simile alle tante altre menzogne diffuse da tutti i contendenti per avere la meglio sull’avversario.

 
 
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