Ancora sul kirpan

In un post precedente, ricordavo come il kirpan, il coltello simbolo religioso per i sikh, sia da tempo al centro di un conflitto culturale in Italia tra autorità istituzionali, che ne negano l’uso in quanto “contrario ai nostri valori”, e comunità di immigrati che ne rivendicano orgogliosamente il significato religioso. Un recente articolo del Corriere della Sera, ci informa che un poliziotto in pensione, Roberto Rossi, di 44 anni, ha inventato un nuovo kirpan, uguale a quello considerato fuori legge, ma di un materiale diverso che non taglia o perfora. Una lama inoffensiva e morbida che si piega come burro. Il pugnale è già stato brevettato e sarà prodotto dalla società PR Distribuzione, non per essere venduto nei negozi, ma per essere dato ai sikh che ne faranno richiesta.

La notizia ci ricorda che uno dei possibili modi di risolvere un conflitto culturale è il compromesso. L’arroccarsi su posizioni irremovibili può portare a una escalation del conflitto e a un aggravamento della contesa. In ultima analisi, si tratta di una mediazione tra simboli e i simboli possono sempre essere manipolati e/o adattati.

Sul tema dei conflitti culturali, rimando ancora al classico da me tradotto Conflitto culturale e crimine, di Thorsten Sellin, recentemente pubblicato dalla casa editrice Besa.

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