È noto che le azioni umane producono talvolta effetti non conformi alle intenzioni degli attori sociali. In sociologia, si parla al riguardo di “effetti perversi” o di “conseguenze non previste” (unanticipated consequences) dell’azione sociale. Un curioso esempio di “effetti perversi” si verificò ad Haifa, in Israele, qualche tempo fa. Qui, i genitori tendevano a prelevare in ritardo i bambini dagli asili nido, costringendo il personale insegnante ad attendere il loro arrivo. Per ovviare al problema, gli psicologi Uri Gneezy e Aldo Rustichini condussero un esperimento, i cui risultati furono pubblicati nel gennaio del 2000.
In sei asili fu introdotta una multa per i genitori ritardatari, mentre negli altri asili tutto rimase immutato. L’idea di fondo era che la multa avrebbe agito da deterrente contro i ritardi. Il risultato rivelò invece una sorpresa. Negli asili nei quali era stata introdotta la multa, la percentuale dei genitori in ritardo quasi raddoppiò. Non solo. Ma quando, successivamente, la multa fu tolta nei sei asili, il ritardo nei prelievi non diminuì affatto.
In altre parole, l’introduzione della multa non solo non ridusse il comportamento censurato, ma lo incrementò. Questo perché la multa era percepita dai genitori non come tale, ma come una sorta di costo aggiuntivo che finiva con il legittimare il ritardo.
Che cosa significa tutto questo? Significa che attribuire un prezzo a un’attività o a un servizio mai pagato prima cambia la natura della prestazione, riduce tutto a un contratto e può avere come conseguenza inattesa la liberazione dei soggetti dal senso di colpa!
Come commenta lo psicologo Paolo Legrenzi, nulla di nuovo sotto il cielo. Lo stesso accadde quando, nel Medioevo, la Chiesa inventò le indulgenze. “Comprando” il paradiso o il perdono dei peccati, «l’imperativo categorico della norma si sfalda per sempre» (Legrenzi, P., 2014, Frugalità, Il Mulino, Bologna, p. 76) e i fedeli sono implicitamente portati a peccare di più. Tanto ci sono sempre le indulgenze. Oppure, nella nostra società secolarizzata, le multe.
Se volete saperne di più sulle conseguenze inattese dell’azione sociale, vi invito a leggere qui la mia traduzione (con introduzione) di “The Unanticipated Consequences of Purposive Social Action” (1936) di Robert K. Merton (1910-2003), che ancora oggi rappresenta uno degli articoli più influenti della letteratura sociologica internazionale
Fonte: U. Gneezy e A. Rustichini, 2000, “A fine is a Price”, Journal of Legal Studies, vol. 29, n. 1, pp. 1-17.










































