Secondo la tradizione cattolica, il rosario rappresenta una potente “arma” spirituale contro il demonio tanto che, ancora oggi, viene adoperato nei rituali esorcistici per liberare i corpi e le anime dei posseduti dal Maligno. Gli esorcisti lo definiscono un vero “flagello” delle forze del male e ne magnificano le capacità quasi taumaturgiche, come pochi altri oggetti sacri. Sembra, addirittura, che ogni Ave Maria recitata durante il rosario venga avvertita dal Demonio come un colpo doloroso.
Questa idea risale alle origini del rosario.
Grignion da Montfort (1673-1716), uno dei campioni di questa pratica, attribuisce alla recita della preghiera visioni mistiche, acquisto di virtù e indulgenze di ogni tipo, conversioni religiose, guarigioni miracolose (recupero della vista ecc.), gravidanze miracolose (fertilità), vittorie militari, la realizzazione di ogni desiderio. Molti racconti di Grignion sono incentrati sulle virtù esorcistiche del rosario. Un esempio è il seguente:
Il padre Giovanni Amât, domenicano, predicava il quaresimale in una contrada del regno di Aragona, quando gli fu condotta una ragazza posseduta dal demonio. Dopo averla più volte esorcizzata, ma invano, le mise al collo il suo Rosario. Subito questa si mise a urlare, con grida spaventose, dicendo: «Toglimi, toglimi questa corona che mi tormenta!». Il padre, per compassione di questa ragazza, le tolse il Rosario dal collo. La notte seguente, mentre il padre riposava nel suo letto, i demoni che possedevano quella ragazza vennero da lui, schiumando di rabbia, per impossessarsi della sua persona. Ma con il Rosario che teneva stretto nelle mani, nonostante gli sforzi che essi facevano per strapparglielo, li colpì con forza e li scacciò, mentre pregava: «Santa Maria, Regina del Rosario, aiutami!». Il giorno seguente, recandosi in chiesa, incontrò quella povera ragazza ancora posseduta; uno dei demoni che erano in lei, burlandosi di lui, diceva: «Ah, frate, se non avessi avuto il tuo Rosario, ti avremmo ben sistemato!». Allora il padre gettò nuovamente la sua corona al collo della ragazza, esclamando: «Per i sacratissimi nomi di Gesù di Maria, sua santa Madre, e in virtù del santissimo Rosario, io vi ordino, spiriti maligni, di uscire subito da questo corpo!». Subito, furono costretti a obbedire e la ragazza fu liberata (Grignion da Montfort, L. M., 2008, Il segreto meraviglioso del santo Rosario, Shalom edizioni, Camerata Picena (AN), pp. 96-97).
Dello stesso avviso di Grignion è Maria Simma (1915–2004), mistica austriaca contemporanea, conosciuta per le sue presunte doti di veggente in contatto con le anime del Purgatorio. Si racconta che la donna avrebbe cominciato, all’età di venticinque anni, nel 1940, a entrare in contatto con le anime del purgatorio per poi, dal 1954, avere con esse rapporti pressoché continui, sia di giorno che di notte.
La sua esperienza è stata descritta in diversi libri e narrata in numerose conferenze, che l’hanno resa popolare in Austria e all’estero. Secondo la mistica, le anime chiedono di essere aiutate da noi con la preghiera, la messa e il rosario. Ecco la sua testimonianza al riguardo, tratta da quello che è probabilmente il suo libro (in realtà un’intervista) più noto.
Maria Simma
Fateci uscire sa qui
Libro intervista con il giornalista Eltz Nicholas
15-IL ROSARIO
Che cosa mi dice del S. Rosario?
Oh, è tanto importante! Si! Il Rosario ha il potere di guarire ed è una grande sorgente di pace, in modo particolare per le famiglie che lo pregano insieme. Proprio per questa ragione, Satana ne ha orrore!
Quanto sto per narrarLe accadde il 16 dicembre 1964. Ora capirà perché rammento quella data così bene. Quel giorno ero tornata a casa molto stanca e avevo notato che mi era arrivata, nel frattempo, molta posta. Decisi di dare una sbirciatina veloce e di rispondere soltanto alle due lettere più urgenti. Le individuai e compresi che quanto occorreva in entrambe le famiglie era la recita del Rosario tutti insieme: solo così avrebbero potuto risolvere i gravi problemi da cui erano afflitte.
Quindi tirai fuori la mia cartelletta con l’occorrente per scrivere, la misi qui, al centro della scrivania, ed estrassi due fogli e due buste. Come mia abitudine incominciai per prima cosa ad indirizzare le buste, quand’ecco un fischio acutissimo. Alzai gli occhi e vidi qui, ritto alla mia destra, la figura di Satana. Aveva l’aspetto di un bell’uomo di carnagione olivastra, sulla trentina, e mi fissava con uno sguardo perverso e carico di odio. Continuai a scrivere, facendo finta di nulla. Poi sentii odore di bruciato e quella fu una cosa a cui non ero preparata. Mi guardai in giro e fuori dalla finestra. Niente. Pensai: “Non ho acceso nessun falò in giardino quest’oggi, sarà il vicino”. Guardai di nuovo verso destra e vidi che Satana aveva preso i due fogli, se li era tirati vicino, sul bordo del tavolo, e vi aveva appoggiato una mano. C’era una perfetta impronta nera sul foglio ed era quella che puzzava di bruciato. Gli ordinai allora, in nome di Gesù, di andarsene, cosa che fece subito.
Terminai di scrivere le mie due lettere poi, mentre stavo per buttar via i fogli bruciacchiati, mi accorsi che solo il primo si era bruciato veramente, mentre il secondo aveva appena un’ombra scura. Pensai che forse era meglio farli vedere al mio sacerdote. Egli fu contento che non me ne fossi disfatta perché voleva farli analizzare presso un laboratorio chimico ad Innsbruck. Il motivo, mi spiegò, di volere un esame approfondito era che, secondo lui, non era materialmente possibile che si fosse bruciato solo il primo foglio e non quello sottostante. Dopo tre mesi, arrivò la risposta: impossibile dare una spiegazione, il sacerdote si era sicuramente sbagliato nell’insistere che il secondo foglio si trovasse sotto il primo. No, non mi ero sbagliata. I fogli originali andarono distrutti nell’incendio della mia casa, però abbiamo salvato la fotografia. La foto mostra la bruciatura del primo foglio, separato dal secondo. vedasi fotografia a pag. V dell’inserto). Ecco, vede QUANTO Satana detesti il Rosario!
Che cosa risponde a quelle persone che ritengono il Rosario una preghiera noiosa ed inutile perché ripetitiva?
L’umiltà insegna che quando parliamo, dovrebbe essere solo di ciò che abbiamo sperimentato. Chi dice questo non ha mai pregato veramente il Rosario. Meditare i misteri, meditare la vita di Gesù ci porta ad una tale pace e ad una tale gioia da far impazzire Satana. La Madonna ha fatto molte promesse a coloro che lo pregano, attraverso un santo, S. Domenico.
Mi è stato raccontato di una signora che aveva acquistato una corona a pochi metri dalla chiesa a cui era diretta, per pregare il Rosario con un grosso gruppo di pellegrini. Quando si inginocchiò nel banco ed apri la borsetta per estrarlo, vi trovò solo un mucchietto di perline e piccoli fili di ferro. Satana aveva disfatto completamente la corona per impedirle di usarla. Satana odia la pace e odia la guarigione: il Rosario è un grande strumento di guarigione e un’arma potente nelle nostre mani contro di lui.
L’è mai apparsa un‘anima per chiederle di pregare insieme un Rosario?
Sì, succede qualche volta. Un episodio che mi viene in mente, in questo momento, è quello di quando mi trovavo, negli anni Cinquanta, in procinto di riprendere il mio treno da Bludenz. Era un giorno di mercato e per evitare la ressa, ero salita sull’ultima carrozza. Mi ero accomodata in uno scompartimento in cui c’era solo una signora. Non avevo fatto quasi in tempo a sedermi quand’ella prese una corona dalla borsetta, dicendo: “Ecco qualcuno che pregherà un Rosario con me. Pensai subito: “Se fai così con tutti, non c’è da stupirsi che ti ritrovi sola!”. Ma, naturalmente, fui felice di pregarlo con lei; iniziammo a pregare, proseguendo indisturbate fino alla fine. A quel punto disse:
“Ringraziamo il Signore!” e spari all’istante. Così mi ritrovai sola, in uno scompartimento vuoto, in un giorno in cui il treno era affollatissimo. Neppure per un istante mi era venuto il sospetto che si trattasse di un’anima del Purgatorio.
Come è evidente, anche nella contemporaneità, persiste la credenza che il rosario non sia una semplice sequela di orazioni, ma contenga un potere, una forza, in grado di esercitare effetti pratici e terapeutici, riuscendo perfino a “guarire” dal demonio. Del resto, anche in questi giorni, le massime autorità cattoliche invitano i fedeli a pregare il rosario nella convinzione che possa fermare le guerre e promuovere la pace.
Il paradosso è che, nel passato, il rosario è stato adoperato anche per promuovere conquiste militari, vittorie di una fazione sull’altra, operazioni che certamente non possono essere definite pacifiche. Sono numerose le occasioni in cui i pontefici hanno invocato e imposto la manipolazione dei grani del rosario per debellare una minaccia religiosa o secolare, incarnata, di volta in volta, in eretici, protestanti, musulmani e in chiunque semplicemente non fosse d’accordo con i principi e i dogmi del cattolicesimo. Sin dall’epoca dell’eresia albigese, il rosario è stato configurato come uno strumento per “schiacciare la testa del serpente”, per sopprimere materialmente il nemico di turno, per motivare interi eserciti alla difesa della “vera fede”.
Tale interpretazione ha indotto molti esegeti cattolici ad attribuire al rosario un ruolo fondamentale nello svolgimento di alcuni noti eventi storici. L’esempio più clamoroso è costituito dalla battaglia di Lepanto combattuta il 7 ottobre 1571.
Ma come è possibile che lo stesso strumento sia impiegato per promuovere la pace e la guerra? La fine e l’inizio dei conflitti? La risposta sta nella complessità di una pratica che, troppo sbrigativamente, viene considerata solo una “preghiera infantile, superstiziosa, meccanica, che si riduce a una ripetizione frettolosa di Ave Maria”.
Per altre informazioni e curiosità sulla complessità della preghiera e del rosario, rimando al mio La Sacra Corona. Storia, sociologia e psicologia del rosario (Meltemi Editore, 2024).










































