
Talvolta, capita che il treno sia fermo in attesa di entrare in stazione. La cosa può richiedere vari minuti. A volte, troppi minuti. I viaggiatori si spazientiscono e cominciano a imprecare. A questo punto, si sente un annuncio: “Siamo in attesa dell’autorizzazione a entrare in stazione da parte della sala di controllo che contiamo di ricevere al più presto”. L’annuncio sortisce spesso un effetto tranquillizzante sui viaggiatori. Ora, sanno perché il treno è fermo. Come insegna la psicologia della comunicazione, gli esseri umani hanno bisogno di conoscere i motivi per cui le cose intorno a loro accadono nel modo in cui accadono. Fornite a un individuo una ragione – una ragione qualsiasi – e il suo mondo possiederà un significato. Le persone aborrono il vuoto, il caos, il caso. Qualsiasi riempitivo servirà a conferire un senso alle cose che succedono.
Qualche volta, però, accade che il treno parta proprio mentre viene recitato l’annuncio, il che produce nel viaggiatore una sensazione straniante, come quando le labbra di un attore pronunciano parole in asincrono. Si crea una curiosa dissonanza paragonabile a un malfunzionamento dell’intesa mente-corpo: la mente pensa una cosa, il corpo ne fa un’altra. Oppure, la bocca indica una direzione, le mani si muovono in un’altra. Un vaticino viene vanificato dal simultaneo compimento di quanto vaticinato. Vediamo prima il lampo e poi sentiamo il tuono (in questo caso sappiamo il perché: la luce è più veloce del suono). Il mondo, per un istante, perde coerenza e razionalità, acquista surrealtà. Non si sa che altro potrebbe accadere. Un profeta potrebbe prevedere un evento futuro che si realizza proprio mentre pronuncia il suo vaticinio. Un medico potrebbe comunicarti che hai pochi giorni di vita, mentre stai già morendo. Oppure, al contrario, qualcuno potrebbe dirti qualcosa in treno che sentirai dopo alcuni secondi. Oppure ancora, tua moglie potrebbe raggiungere un orgasmo dieci minuti dopo o prima che avete fatto l’amore.
Annunciare un evento futuro e poi vederlo compiersi nel mentre viene annunciato induce una sorta di cortocircuito cognitivo. Il pendolare medio si limita a sorridere o, se è abituato, non ci fa nemmeno caso. L’indifferenza per abituazione è ciò che rende sopportabile i paradossi ferroviari e, forse, la vita Un pendolare filosofeggiante potrebbe, invece, trarne una lezione sulle cose, il mondo, il tempo. La vita. Che non mai lineare e prevedibile come vorremmo, ma spesso asincrona, sovrapponentesi, intrecciantesi, imponderabile.
La prossima volta che sentire un annuncio ferroviario, ascoltatelo. In esso potrebbe nascondersi più saggezza di quanto riterreste possibile.
A chi interessassero questi argomenti, ho scritto di linguistiche ferroviarie qui e qui.









































