L’effetto Mondegreen

Nel novembre 1954, in occasione di un articolo scritto per l’Harper’s Magazine, la scrittrice americana Sylvia Wright raccontò che da piccola, ascoltando i versi della ballata scozzese The Bonny Earl of Murray, era incappata in un curioso errore. I versi in questione nell’originale sono:

Ye Highlands and Ye Lowlands

Oh Where hae ye been?

They hae slain the Earl of Moray

And laid him on the green

(Voi monti e vallate

Oh, dove siete stati?

Hanno ucciso il conte di Moray

E lo hanno disteso sull’erba)

La scrittrice interpretò l’ultimo verso in modo sbagliato: “And laid him on the green” divenne alle sue orecchie “And Lady Mondegreen”, esercitando un’impressione duratura sulla sua immaginazione. Da questo episodio, la Wright trasse ispirazione per coniare l’espressione “effetto Mondegreen” con la quale si intende appunto il fenomeno per cui alcuni versi di canzoni sono interpretati in modo difforme dall’originale.

Si tratta di qualcosa che capita a tutti noi  quando ascoltiamo una canzone in una lingua che non conosciamo o conosciamo poco come nel caso delle canzoni in lingua inglese. Un italiano che conosca poco l’inglese (attualmente buona parte dei nostri connazionali) tende sistematicamente a distorcere il significato delle parole ascoltate, adattandole al proprio vocabolario con effetti spesso divertenti, altrettanto spesso patetici. Sul web abbondano video di “canzoni travisate” che testimoniano della pregnanza dell’effetto Mondegreen. Un effetto che è un’ulteriore conferma della teoria della pareidolia acustica per cui tendiamo ad attribuire parole dotate di senso a suoni senza senso (come sono per molti di noi quelli che sentiamo nelle canzoni in lingua inglese). Vi invito a dare un’occhiata ai video che accompagnano questo articolo. Al di là del divertimento assicurato, offrono anche un’occasione di riflessione: per noi è semplicemente impossibile essere esposti a dei suoni senza attribuire loro un qualche significato. Anche a costo del buon senso.

 

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