Archivi categoria: linguistica

Dedalo e Frankenstein

A volte le parole hanno uno strano destino. Nascono per significare qualcosa e finiscono con il significare altro. Oppure, nascono come nomi propri che identificano individui determinati per poi subire uno slittamento semantico che ne stravolge l’identità. Si pensi a … Continua a leggere

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Quando Orwell recensì il “Mein Kampf” di Hitler

Un aspetto colpisce il lettore della recensione del Mein Kampf di Adolph Hitler che George Orwell offrì dalle pagine del «New English Weekly» il 21 marzo 1940: lo scrittore inglese non parla mai del saggio autobiografico scritto in carcere che … Continua a leggere

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Perché le lingue degli altri ci sembrano strane

Tra le numerose, straordinarie riflessioni linguistiche contenute nello Zibaldone di Leopardi, la seguente merita di essere presa particolarmente in considerazione: Sul proposito che una lingua nuova non s’impara se non per mezzo della propria, osservate che noi siamo soliti a … Continua a leggere

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Parasocial, eletta “parola dell’anno”

Come ogni anno, anche nel 2025, importanti autorità linguistiche hanno eletto varie parole o locuzioni “parole dell’anno”. Si tratta di termini che hanno acquisito improvvisa popolarità e la cui frequenza d’uso è rapidamente cresciuta nell’ultimo anno. Oppure, di parole o … Continua a leggere

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Abitudine e purismo linguistico

C’è nei paladini duri e puri della lingua italiana (ma in realtà di tutte le lingue) un atteggiamento che definirei di “purismo antisociologico”: difendono a oltranza determinate forme linguistiche, regole grammaticali, costrutti lessicali come se discendessero da norme stabilite da … Continua a leggere

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Perché latino e greco antico non sono lingue morte

Qual è l’utilità di studiare lingue “morte” come il latino e il greco antico? Questa è la domanda che periodicamente viene posta a docenti, educatori, politici ecc. nell’intento, neppure tanto celato, di screditare le due lingue classiche che, dal XIX … Continua a leggere

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Bilinguismi antichi e moderni

Alla p.241 …che il mondo, o qualche buona parte del mondo sia quello che in greco si dice diglottos, e noi possiamo dire bilingue. Come veramente oggidì quasi tutto il mondo civile è bilingue, cioè, parla tanto le sue lingue … Continua a leggere

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Rompere gli zebedei!

Zebedeo è un nome che compare varie volte nei Vangeli. Ad esempio in Matteo 4, 21-22 (“Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedeo, loro padre, riassettavano le reti; … Continua a leggere

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Recitare inesorabili preghiere

Il titolo di questo post è volutamente ossimorico. Ma per cogliere l’ossimoro celato nel trinomio “recitare inesorabili preghiere” è necessario scavare nell’etimologia del termine “inesorabile”. “Inesorabile” viene dal latino inexorabilis, composto da in– con il significato di “non” ed exorare … Continua a leggere

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È patriarcale dire “Lei è la mia donna?”

Ogni tanto mi capita di imbattermi in programmi televisivi o radiofonici, conversazioni quotidiane, riflessioni in cui sono espresse considerazioni sui rapporti tra lingua e sessismo. La lingua, si dice, è intrinsecamente sessista e “patriarcale” (qualunque cosa si intenda con questo … Continua a leggere

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