Quei ticket che non sono ticket

In un post precedente, ho discusso della crescente tendenza all’uso improprio di termini provenienti dall’inglese nella Pubblica Amministrazione: il riferimento era alla parola badge, utilizzata scorrettamente per indicare il “cartellino marcatempo”. Un’altra parola tanto diffusa quanto scorretta è ticket, per indicare i “buoni pasto” con cui molti dipendenti pubblici hanno familiarità.

Ticket in inglese ha tanti significati – “biglietto”, “multa”, “etichetta”, “brevetto”, “lista dei candidati”, “biglietto da visita” ecc. – ma non  quello di “buono pasto”. Quelli che i dipendenti pubblici chiamano ticket si dicono in inglese luncheon o meal vouchers.  Peraltro, il termine voucher è usato in Italia, sia in ambito turistico, dove indica un tipo di documento che consente di usufruire di determinati servizi, sia in ambito lavorativo: basti pensare ai tanto citati voucher dell’INPS.

Insomma, se è vero che “non si striscia il badge”, è altrettanto vero che non si “spendono i ticket”. Ma badge e ticket sono termini usatissimi dai dipendenti pubblici.

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